Conferenza n.4 del 3 novembre 2005
Argomento: Storia

RIASSUNTO  Chiesa: nessuno scheletro nell'armadio

CAMMILLERI: NESSUNO SCHELETRO NELL'ARMADIO DELLA CHIESA

C'era grande attesa per l'incontro sugli scheletri nell'armadio della Chiesa. A dare ampie garanzie che la serata potesse essere davvero interessante era soprattutto l'ospite: Rino Cammilleri, scrittore e storico di fama nazionale, che non ha tradito queste aspettative. In un periodo in cui il successo di qualsiasi evento viene misurato unicamente (purtroppo!) in base ai dati dell'auditel, non può passare inosservato il fatto che la sala, giovedì 3 Novembre 2005, fosse stracolma di gente: quasi duecento persone, soprattutto giovani.
Tutti abbiamo avuto la fortuna di apprezzare le qualità dello scrittore Cammilleri: in tema con la serata va ricordato “Fregàti dalla scuola”, piccola guida che ci aiuta ad aprire gli occhi sulle troppe bugie raccontateci sistematicamente, a proposito della storia, nel corso della nostra carriera di studenti. Va poi ricordato che uno degli articoli più letti del Timone è quello della rubrica “Il kattolico”, che Cammilleri cura ottimamente. Quindi per tutti la gioia di poter ascoltare lo scrittore siciliano è stata davvero grande.
L'autore ha saputo offrire una panoramica veloce, ma al tempo stesso approfondita, su importanti eventi storici, con una dovizia di particolari e una padronanza degli argomenti davvero sbalorditive! Il suo modo così semplice e divertente di esporre i fatti ha favorito la possibilità di riflettere sull'esistenza di una diversa chiave di lettura della storia, rispetto a quella che invece è comunemente divulgata nei libri, nei dibattiti e nelle trasmissioni televisive.
Purtroppo in quest'occasione il tempo ha consentito di trattare in modo importante solo due fra gli argomenti “caldi” e “scomodi”, che molti usano per screditare la Chiesa: le Crociate e l'Inquisizione.
Il pubblico, al termine della conferenza, è intervenuto con domande interessanti anche su altri avvenimenti, nel giudizio storico dei quali la Chiesa è sempre stata coinvolta più o meno direttamente. Sulla scia dello stimolo che Cammilleri ci ha saputo trasmettere, dobbiamo capire che è compito di ciascuno approfondire la ricerca della verità storica: non possiamo lasciare che l'avvenire ponga le proprie fondamenta su un passato inventato, strumentalizzato e privo di verità.

APPROFONDIMENTO  Le crociate: pellegrinaggi armati

Per quanto riguarda le Crociate si trattò di un pellegrinaggio armato, nient'altro.
Le Crociate furono otto, di cui solo due vittoriose. Gli scontri si svolsero in Terrasanta e i periodi bellici durarono in tutto pochi decenni su diversi secoli. La maggior parte dell'Islam quasi non se ne accorse.
Papa Urbano II, a Clermont nel 1096, le "lanciò" quasi per sbaglio. In sostanza egli disse agli irrequieti signori feudali: perché anziché battervi tra voi non andate a proteggere i pellegrini cristiani? Fino a quel momento i Luoghi Santi erano stati custoditi dai Bizantini, eredi anch'essi dell'Impero Romano, ma erano stati sconfitti e cacciati.
Insomma, meravigliando lui per primo, l'appello del Papa provocò una valanga. Ma le Crociate fallirono per le beghe interne dei principi cristiani e per il sabotaggio di Venezia, interessata solo ai suoi traffici. Ma anche per motivi pratici. Chi ha letto Robin Hood sa che Riccardo Cuor di Leone, assente per la Crociata, si vide soffiare il trono da suo fratello Giovanni Senza Terra (che adesso ebbe la terra).
L'episodio serve a far capire che nessuno aveva un reale interesse a partire per le Crociate.
L'interpretazione (stantìa) marxista parla di "motivi economici". Ma i motivi economici, semmai, consigliavano di restare a casa. Invece un viaggio di anni, irto di pericoli, per andare a combattere vestiti di ferro nel deserto a cinquanta gradi all'ombra, con la concreta prospettiva di non tornare vivi. O di tornare e trovare un disastro a casa. C'erano sì gli avventurieri, nelle Crociate, quelli senza nulla da perdere. Ma i più andarono realmente per sciogliere il voto religioso. Federico Barbarossa ci morì annegato, san Luigi IX di Francia ci morì di peste, Riccardo d'Inghilterra si ritrovò col trono usurpato. Ci furono ombre, come in tutte le cose umane, ma anche luci.
I problemi sorsero perché i crociati (tra cui molte donne-crociato), sciolto il proprio voto, se ne tornavano a casa. Ma è inutile conquistare qualcosa se poi non la si tiene. Cominciarono i Templari. Alcuni cavalieri francesi decisero di farsi monaci e restare là. Però armati, per difendere i pellegrini.
Questi monaci-cavalieri applicarono alla perfezione le norme della Chiesa sulla "guerra giusta". Già da tempo, infatti, la Chiesa aveva cercato di porre un freno alla guerra: era ineliminabile, ma almeno la si poteva dotare di regole, rendere cioè "cavalleresca".
Poco a poco, e sotto pena di scomunica, cominciarono le "tregue di Dio", le "paci di Dio", il divieto di combattere nei periodi di ricorrenze religiose, la distinzione tra combattenti e civili, il diritto di asilo, il trattamento dei prigionieri, eccetera. Tutto ciò costituirà la base del diritto internazionale odierno e il suo corollario di "diritto bellico" (è il motivo per cui si possono perseguire penalmente i "criminali di guerra").

APPROFONDIMENTO  L'inquisizione medievale

È più corretto parlare di Inquisizioni, al plurale, perché questa istituzione ecclesiastica fu molto diversificata, a seconda dei tempi e dei luoghi. Così abbiamo l'Inquisizione medievale, quella spagnola, quella Romana (Sant'Uffizio), quelle laiche e quelle protestanti.
La prima nacque di fronte a un problema preciso: l'eresia catara. In verità i catari, o neo-manichei, professavano non tanto un'eresia, quanto una vera e propria religione alternativa, tremenda e distruttiva. Già per i manichei a suo tempo Diocleziano aveva decretato il rogo. Infatti essi sostenevano che ci sono due divinità, una buona e una cattiva. È quella malvagia ad aver creato il mondo; dunque il mondo merita di scomparire e ogni cosa che può perpetuarlo è riprovevole. Dall'Oriente balcanico il neo-manichesimo si diffuse in Europa, con epicentri soprattutto nel meridione della Francia e nell'Italia settentrionale. Gli adepti chiamavano se stessi catari (dal greco, lingua dell'Oriente bizantino: vuol dire "puro") e predicavano il divieto di procreare.

Erano conosciuti anche come bogomili, patarini e con un'infinità di altri nomi. I "perfetti" si distaccavano completamente da tutto, raggiungendo uno stadio semi-vegetale.
Avevano un unico sacramento, il consolamentum, che poteva essere amministrato solo una volta nella vita. Per questo praticavano l'endura, cioè il suicidio assistito dopo la somministrazione del consolamentum. Gli adepti non "perfetti" potevano praticare qualsiasi attività sessuale purché non feconda.
Era loro vietato prestare giuramento alle autorità; di fatto potevano mentire e commettere qualsiasi infrazione, perché il mondo meritava di finire al più presto.
Non mangiavano carne, uova e latticini e la loro apparente austerità di vita ammaliava soprattutto quello che oggi definiremmo sottoproletariato urbano, ignorante e sensibile ai millenarismi sovvertitori.
Immediatamente le autorità civili del tempo si resero conto di trovarsi di fronte a un gravissimo pericolo di sovversione: il mondo medievale era fondato sulla parola data (l'omaggio feudale) nonché sulla filosofia cristiana; dunque gli eretici erano pericolosissimi destabilizzatori.
Non solo. Il suicidio e il divieto di procreare condannavano l'umanità all'estinzione. Durissima fu la reazione governativa, e dappertutto cominciarono ad accendersi roghi di Catari: la stessa pena prevista dal diritto romano per "lesa maestà" (nome antico della sovversione).
Purtroppo nei linciaggi a furor di popolo e negli interventi repressivi indiscriminati ci andava di mezzo anche chi aveva aderito al Catarismo per ignoranza o (nei luoghi dove gli eretici erano maggioranza) paura.
In ogni caso, per stabilire con esattezza chi fosse davvero cataro e chi no, occorreva un esame sulla dottrina religiosa. La Chiesa, dunque, intervenne per sottrarre questa materia al potere civile: solo i teologi potevano procedere a un esame del genere.
La cosa venne inizialmente affidata ai vescovi, ma fallì.
I vescovi, infatti, avevano troppe compromissioni in loco, a volte anche parenti coinvolti nell'eresia. E non di rado soccombevano nelle pubbliche dispute che organizzavano con i catari. Infatti la preparazione dottrinale del clero, all'epoca, lasciava molto a desiderare (da qui i tentativi di riforma ecclesiastica, prima fra tutte quella gregoriana); invece (come ben sanno quelli che, oggi, provano a discutere con i Testimoni di Geova) i catari erano molto agguerriti e scaltriti nel dibattito.
Così la Chiesa pensò di affidare il compito di contrastare l'eresia a teologi cistercensi, inviati direttamente da Roma. Ma questi delegati papali spesso finivano trucidati dagli eretici e dai signori ghibellini che li sostenevano per loro motivi politici. Fu l'assassinio dei legati pontifici (mandante il conte di Tolosa, Raimondo VII) a scatenare la cosiddetta crociata contro gli Albigesi. La famosa frase "Uccideteli tutti, Dio distinguerà i suoi"; è una fandonia storica. Non fu mai pronunciata. Allora il Papa decise di affidare questo compito ai nuovissimi ordini mendicanti, Francescani e Domenicani. Specialmente i Domenicani, cui la regola imponeva lo studio e l'attività di predicazione. I frati erano molto amati dalla gente e potevano contrapporre ai catari altrettanta austerità e sprezzo della vita.
L'Inquisizione non fu un vero e proprio tribunale bensì un comitato di esperti che stabiliva chi fosse eretico e chi no. Non solo. Riammetteva nel seno della Cristianità coloro che, attratti all'eresia da ignoranza, paura o momentaneo fascino, si pentivano. Per gli ostinati la Chiesa non poteva fare più niente, e doveva lasciare che la giustizia civile seguisse il suo corso.
Insomma l'Inquisizione salvò molta più gente di quanta ne abbia "abbandonata al braccio secolare".
Paradossalmente è proprio l'Inquisizione a inventare il processo moderno. I tribunali laici medievali, infatti, funzionavano col sistema "accusatorio": il giudice poteva intervenire solo su istanza di parte e giudicava sulle prove fornite dalle parti. Anche l'omicidio. Se i parenti dell'ucciso perdonavano l'assassino questo veniva liberato.
Invece la Chiesa usò il procedimento "inquisitorio": il giudice, di sua iniziativa ("d'ufficio") indaga, cerca le prove, incastra il colpevole (quel che fa oggi il magistrato "inquirente").
L'Inquisizione inventa il verbale redatto da un cancelliere, il "corpo del reato", la giuria popolare, gli sconti e la remissione di pena per buona condotta, le licenze per malattia, gli arresti domiciliari, l'avviso di garanzia.
Essa condannò un numero di persone di gran lunga inferiore a quel che certi romanzi "gotici" ci hanno tramandato. E salvò la civiltà europea da un gravissimo pericolo.
Proprio perché l'Inquisizione inventa il processo scritto e verbalizzato gli storici sanno tutto su questa istituzione, i cui documenti sono tutti conservati e a disposizione degli studiosi. Processi quali quelli mostrati ne il nome della rosa sono puramente inventati.
Anche la tortura inquisitoriale è una sciocchezza tramandata da disegni e incisioni di fantasia, diffusi dalla propaganda antipapista protestante dopo l'invenzione della stampa.
La tortura, come mezzo per far confessare, era usata da sempre da tutti i tribunali (il carcere come pena comincia con la Rivoluzione francese; prima c'erano solo pene fisiche e pecuniarie). Il primo ad abolirla fu Luigi XVI, poco prima della Rivoluzione francese.
L'unica tortura a cui facevano ricorso i tribunali inquisitoriali (ma solo in presenza di gravissimi indizi) era la corda: l'imputato veniva sospeso per le braccia e lasciato cadere sul pavimento, due o tre volte. Se non confessava, veniva liberato. Se confessava sotto tortura la sua confessione doveva essere da lui confermata dopo, senza tortura, altrimenti non era valida. Gli inquisitori la impiegarono pochissimo perché non se ne fidavano: sapevano che c'è chi sotto tortura confesserebbe anche quel che non ha commesso. La tortura comunque era applicata sempre sotto stretto controllo medico e mai a vecchi e minori. Se qualche inquisitore era troppo duro immediatamente si levavano alte le proteste e il Papa preferiva sostituirlo. Roberto il Bulgaro, un ex cataro poi divenuto inquisitore generale in Francia, finì sotto processo e venne relegato a vita in un monastero.
Se in qualche manuale scolastico si leggono espressioni come "carcere perpetuo"; o "carcere perpetuo irremissibile", nel latino inquisitoriale ciò significava gli arresti, generalmente domiciliari, dai tre agli otto anni. E "arresti domiciliari" voleva dire, in pratica, divieto di uscire dalla città senza permesso. Si tenga sempre presente che la Chiesa aveva tutto l'interesse, anche propagandistico, a riconciliare l'eretico pentito e confesso.

LA RIVOLUZIONE FRANCESE di Paolo Ficcadenti

Conferenza n.1 del 24 marzo 2005Argomento: StoriaGiovedì 24 marzo 2005 a Staggia Senese è nato il Centro Culturale "Amici del Timone" grazie a un’idea di don Stefano Bimbi e alla collaborazione di alcuni giovani della zona. Il nuovo Centro Culturale si ispira alla...

CULTI DISTRUTTIVI E MANIPOLAZIONE MENTALE di Patrizia Santovecchi

Conferenza n.3 del 19 maggio 2005Argomento: AttualitàI CULTI DISTRUTTIVI E LA MANIPOLAZIONE MENTALE   Giovedì 19 maggio 2005 è stato affrontato il tema dei culti distruttivi e la manipolazione mentale. Patrizia Santovecchi, uno dei massimi esperti a livello...

LA VERA FACCIA DELL'ONU di Assuntina Morresi

Conferenza n.5 del 24 novembre 2005Argomento: AttualitàONU: LA RICERCA DELLA RAZZA PURA   Il 24 novembre 2005 c’è stata un’interessante conferenza dal titolo "Il vero volto dell’Onu: il ritorno della ideologia eugenetica e dello sfruttamento della donna", tenuta...

LA CATASTROFE AMBIENTALE CHE NON C'E' di Antonio Gaspari

Conferenza n.6 del 15 dicembre 2005Argomento: EcologiaLE BUGIE DEGLI AMBIENTALISTI I falsi allarmismi dei movimenti ecologisti Il 15 dicembre 2005, alla presenza di un'ottantina di persone, il professor Antonio Gaspari ha scientificamente confutato i principali errori...

RISORGIMENTO DA RISCRIVERE di Angela Pellicciari

Conferenza n.7 del 19 gennaio 2006Argomento: StoriaLIBERALI E MASSONI CONTRO LA CHIESA I protagonisti sotto la lente di ingrandimento: Vittorio Emanuele II, Cavour, Garibaldi, Mazzini, Pio IX e il popolo italiano   Il 19 gennaio 2006 e il 21 gennaio 2011 Angela...

LE PERSECUZIONI CONTRO I CRISTIANI di Gianpaolo Barra

Conferenza n.8 del 16 febbraio 2006Argomento: CristianesimoPERSEGUITERANNO ANCHE VOI Esperienze dalla Chiesa ridotta al silenzio  Giovedì 16 febbraio 2006 è intervenuto il giornalista e scrittore Gianpaolo Barra, fondatore e direttore del mensile di apologetica "Il...

LE RADICI CRISTIANE DELL'ITALIA E DELL'EUROPA di Roberto De Mattei

Conferenza n.10 del 20 aprile 2006Argomento: Cristianesimo LA CRISI DELL'OCCIDENTE CRISTIANO Attaccato dall'esterno dal fondamentalismo e dal terrorismo islamico, non è capace di rispondere alla sfida; minato dall'interno da una crisi morale e spirituale, non trova il...