Da servo di Pannella a figlio libero di Dio
Conferenza n.59 del 12 aprile 2013
RIASSUNTO Mai più servo di Pannella
TUTTI I DANNI DEI RADICALI
Venerdì 12 aprile il Centro Culturale Amici del Timone di Staggia Senese, nella 59° conferenza organizzata, ha ospitato Danilo Quinto, insieme alla moglie Lydia e a loro figlio.
Quinto ha fatto parte del partito radicale per 20 anni, di cui 10 come tesoriere, fianco a fianco con Marco Pannella. Oggi è un uomo nuovo e considera quella del partito radicale una ideologia antiumana.
Egli ha vissuto dal di dentro e come protagonista attivo tutte le campagne elettorali e le battaglie politiche messe su dai radicali. Anzi, è stato sempre compartecipe delle loro azioni, ha organizzato per loro le strutture logistiche, ha reperito fondi. Egli stima di essere riuscito a far entrare nelle casse del partito in 10 anni almeno 25 milioni di euro. Quinto racconta di come la struttura del partito assomigli a quella di una setta, di cui Pannella sarebbe il guru. Egli ha le chiavi di tutto e ogni potere decisionale; nessuno fa carriera all'interno del partito o come parlamentare se non quelli che Pannella recluta e sceglie fra ragazzi per suoi insindacabili e inconfessabili motivi (di cui tralasciamo i particolari, alquanto raccapriccianti).
"Pannella è un uomo immensamente carismatico, ammaliatore e trascinatore": ecco come lo descrive Danilo Quinto, imputandogli anche la capacità di distorcere la realtà e confondere il bene con il male.
Lo scopo dell'ideologia radicale è quello di distruggere i principi naturali che riguardano tutti gli uomini perché iscritti nella natura umana. Tutte le battaglie che i radicali hanno vinto, come quella sulla legalizzazione del divorzio e dell'aborto, sono assolutamente contrarie, infatti, ai principi che favoriscono una sana crescita umana e quindi della società intera. Così anche le battaglie per legalizzare l'eutanasia, i matrimoni fra omosessuali e le droghe, che sono ancora in atto, vogliono portare all'abolizione di un principio di verità, con il conseguente primato della volontà soggettiva a discapito di una oggettività di ciò che è bene o male.
Eppure Pannella ritiene necessario richiamarsi costantemente alla dottrina cattolica, al Papa, alla citazione delle Sacre Scritture. Ma chi è Giacinto Pannella detto Marco? A chi si ispira? Basta chiedersi chi è quell'essere che vuole far credere che il male sia bene e che vuole imitare Dio. Pannella fa proprio questo. Seduce anche decine e decine di parlamentari cattolici che firmano appelli a favore di Radio Radicale, che riceve dallo Stato ogni anno 10 milioni di euro per la trasmissione delle sedute parlamentari (attività che potrebbe essere svolta gratis dalla Rai). Alle elargizioni per i radicali dei Governi di destra e sinistra composti da cattolici e da laici, si aggiungono i contributi per la legge dell'editoria, le quote di finanziamento pubblico per la loro lista, il danaro proveniente dagli accordi elettorali con i partiti, le indennità e le pensioni che i radicali ricevono da ex parlamentari e alle quali non rinunciano. Alla faccia della loro battaglia contro il finanziamento pubblico.
Danilo Quinto, che si era avvicinato ai radicali negli anni del liceo, condividendo alcune delle loro battaglie politiche, aveva poi intrapreso il ruolo di tesoriere all'interno del partito come professione. Fu durante quegli anni che incontrò la persona che ha cambiato la sua vita: la moglie Lydia. Oggi Danilo la considera un dono di Dio nei suoi confronti. Ella, di professione cantante lirica e fervente cattolica, gli ha mostrato un'altra realtà. Gli ha fatto riscoprire Gesù Cristo e il Vangelo, che aveva ormai dimenticato da 40 anni. Dopo tutti questi anni si è di nuovo confessato ed ha ricominciato a pregare. Dopo pochi mesi si è sposato con Lydia in chiesa, cosa che i suoi "amici" del partito hanno dimostrato di non gradire, mancando all'invito. Dopo quel primo segnale di delegittimazione nei suoi confronti, sono cominciate, da parte di Pannella, tutta una serie di provocazioni e azioni denigratorie verso Danilo, consistenti soprattutto in una serie di mail inviate a lui, ma per conoscenza anche a tutti gli altri del giro, dove veniva accusato di aver commesso errori o provocato problemi. Nonostante la sofferenza che questo continuo doversi giustificare gli provocava, egli non riusciva a staccarsi da quel lavoro, perché psicologicamente invischiato e legato a degli strani meccanismi che lo rendevano dipendente dagli altri appartenenti al partito.
Lydia, presente in sala durante la testimonianza del marito, è poi salita sul palco ed anche lei ha spiegato come fossero tutti concatenati e dipendenti l'uno dall'altro, proprio come in una setta in cui sia stato fatto un patto di sangue, e come siano stati duri i primi due anni di matrimonio, durante i quali Danilo, ha lottato strenuamente per uscire dagli ingranaggi del partito. Lydia ha anche spiegato perché si fosse innamorata di una persona così lontana dalla sua fede cattolica e dai suoi principi. "Perché in fondo ho visto in lui una persona buona, una persona pulita", così ha risposto Lydia alla domanda di uno dei presenti in sala. La testimonianza di Lydia, dimostra come lei e il marito si siano affidati totalmente al Signore ed abbiamo sentito ciò a cui Egli li stava chiamando. Danilo stesso ha affermato come abbia percepito chiaramente nel periodo in cui è iniziata la sua conversione, la vicinanza di Dio.
Quando Danilo chiese a Pannella la liquidazione per lasciare il lavoro, questa gli fu negata. E adesso si trova a doversi difendere da un'accusa di appropriazione indebita dei soldi che in realtà erano stati i suoi stipendi. Tuttavia egli si dichiara una persona felice, perché unisce le sue sofferenze odierne a quelle di Cristo sulla croce. E afferma di sentirsi comunque sempre indegno perché ritiene il male che ha compiuto molto più grande di quello che subisce lui adesso. Così ha trasformato un periodo che poteva essere di disperazione in un periodo di offerta e di purificazione. Grazie a questo distacco fisico dalle cose terrene può guardare a quelle del cielo, le sole che valgono per la salvezza eterna. Salvezza che egli ritiene ancora di doversi conquistare ma che sta facendo di tutto per aggiudicarsi. Mi pare opportuno riportare queste parole di Danilo Quinto: "In molti mi dicono che ho avuto coraggio. Non credo si tratti di questo. Si tratta di amore per la verità e per la libertà, che è l'essenza di essere cristiani. Si tratta soprattutto del mio tentativo di conquistarmi il Paradiso o di fare, se non ci riuscirò, meno tempo di Purgatorio possibile."
Da cristiano vuole battersi per la verità e la libertà facendo conoscere il suo percorso negativo e quello di redenzione in cui ha scoperto la speranza della vita eterna.
Ciò di cui oggi si rammarica Quinto è di vedere come molti cattolici illustri nel mondo politico finanzino Radio Radicale e dialoghino con Pannella e i suoi, visto che gli ideali radicali sono del tutto inconciliabili con il messaggio cristiano e i suoi principi. Nei suoi libri, "Da servo di Pannella a figlio libero di Dio" e "Emma Bonino. Dagli aborti al Quirinale?", egli fa nomi e cognomi di coloro i quali appoggiano direttamente o indirettamente i radicali, denunciando la loro connivenza col il male.
Al momento sembra proprio che i radicali abbiano vinto perché la loro ideologia relativista, volontaristica e contro natura ha pervaso trasversalmente tutta la società e tutto il Parlamento. Persino i Grillini, secondo Quinto, sono la risultante di questa ideologia, perché la loro matrice prende l'avvio dal peggio degli ideali radicali. Ma noi cattolici sappiamo che le porte degl'inferi non prevarranno e la nostra speranza è riposta in Cristo, unico giudice dei vivi e dei morti.
ARTICOLO Da servo di Pannella a figlio libero di Dio
Il re è nudo. Nudo come quella volta che ricevette un attonito Gaetano Quagliariello, facendosi trovare in ammollo nella vasca da bagno a piagnucolare: «Vorresti dimetterti proprio ora e lasciarmi così? Non ti rendi conto del dolore che mi dai?», e l'attuale senatore del Pdl non riuscì a dire nulla, «capii solo che dovevo sottrarmi e scappare», avrebbe confessato anni dopo.
È devastante il ritratto di Marco Pannella che esce dalle 208 pagine del libro "Da servo di Pannella a figlio libero di Dio", scritto da Danilo Quinto, per dieci anni tesoriere del Partito radicale, edito da Fede & Cultura e dedicato alla «più formidabile macchina mangiasoldi della partitocrazia italiana», così il sottotitolo, «una famiglia allargata dove tutto ciò che era privato diveniva anche pubblico, dove ci si accoppiava e ci si cornificava fra di noi, dove il massimo della gratificazione era salutare Pannella baciandolo sulle labbra quando si presentava alle riunioni mano nella mano con l'ultimo dei suoi fidanzati ventenni e lo imponeva come futuro dirigente o parlamentare». Anche Quinto a un certo punto della propria vita ha capito che doveva svincolarsi dall'abbraccio soffocante del suo attempato pigmalione e fuggire.
Alla fine c'è riuscito. Ma a che prezzo: «Tre gradi di giudizio nel tempo record di quattro anni, con una sentenza della Cassazione che, pur riducendomi la pena di oltre la metà e concedendomi il beneficio della non menzione, mi condanna a 10 mesi per appropriazione indebita, consentendo a Pannella di darmi pubblicamente dell'impostore, dell'estorsore e del millantatore. Peggio di Luigi Lusi, insomma».
Il leader radicale dimentica di aggiungere che dev'essere anche un vero cretino, questo Quinto, che dal 1995 al 2005 ha procurato al partito finanziamenti per ben 45 milioni di euro, ne ha maneggiati 19. 651. 357 di entrate e 20. 976. 086 di uscite, eppure si sarebbe degnato di mettersi in tasca solo un misero 0, 32% di questo fiume di denaro, cioè 206. 089, 23 euro, «spese effettuate con la carta di credito, facenti parte del mio stipendio, sulle quali ho persino pagato le tasse, tutte regolarmente contabilizzate, oggetto di ricevute e dichiarate nei bilanci approvati dai vari congressi», ma sulle quali la magistratura in primo grado ha evitato di ordinare una perizia nonostante l'imputato non si rifugiasse nella prescrizione, e sarebbe arrivato a sgraffignare l'astronomica somma di 2. 151, 77 euro nell'ultimo anno in cui era in carica, e oggi è costretto a vivere della sua povertà: «Non possiedo una casa e neppure un'auto, non ho un conto corrente, sono indebitato fino al collo, ho dovuto abbandonare Roma e rifugiarmi nella natia Bari, mantengo la famiglia con un contratto a progetto da 1. 200 euro al mese che scadrà il 31 dicembre, non avrò mai diritto alla pensione». Peccato che Pannella si sia accorto solo dopo vent'anni che il suo collaboratore di fiducia era «un impostore dedito ad attività truffaldina», nonostante la conclamata bravura nel reperire tutti i mesi i soldi per pagare gli stipendi ai 150 dipendenti del Partito radicale.
Una resipiscenza sopraggiunta peraltro solo il giorno in cui Quinto ha avviato una causa per vedersi riconosciuto dai giudici il dovuto, e cioè 6 milioni di euro, poi ridotti a 2: «Vent'anni di lavoro occasionale per 13-14 ore al giorno, senza contratto, senza contributi versati all'Inps, senza ferie, con presenza in sede anche il sabato, la domenica, a Natale, a Capodanno, a Pasqua. Aggiunga il mancato riconoscimento del rapporto subordinato, il mancato adeguamento dello stipendio al ruolo dirigenziale e la mancata corresponsione del Tfr». La causa è pendente davanti alla Corte d'appello di Roma.
Quinto, 56 anni, giornalista, un esame mancante alla laurea in giurisprudenza, s'è persuaso che il re nudo sia la personificazione di Satana e assicura d'averne avuto una controprova il giorno in cui, dimessosi dall'incarico di tesoriere, andò a ritirare le sue poche cose nella storica sede romana dei radicali, in via di Torre Argentina, dove ha lavorato, ma sarebbe più esatto dire vissuto, dal 1987: «Mi ero fatto accompagnare da padre Francesco Rivera, un esorcista. All'uscita mi disse: "Sai, Danilo, ho avvertito molto forte la presenza del diavolo in quelle stanze. Ringrazia Dio che ti ha salvato"».
La salvezza s'è presentata a Quinto con le sembianze di Lydia Tamburrino, un soprano originaria di Cassino cresciuta alla scuola di Franco Corelli, Placido Domingo e Montserrat Caballé, una credente dalla fede adamantina che l'allora tesoriere del Pr conobbe in una villa sull'Appia Antica, a una proiezione privata del film Diario di Matilde Manzoni di Lino Capolicchio, regista col quale la cantante lirica aveva esordito a Lucca in Bohème. «Fu un colpo di fulmine. Quando annunciai a Pannella che stavo per sposarmi, ammutolì. Come osavo? Non avevo chiesto il suo permesso! "È una che conosciamo?", borbottò. Alla mia risposta, commentò con tono di scherno: "Ah, allora potrà fare degli spettacoli per noi". Da quel despota che è, già considerava anche Lydia di sua proprietà. Non credo proprio, lo raffreddai. Lì cominciò la guerra per annientarmi».
Profumo d'incenso e odore di zolfo, si sa, non vanno d'accordo. Forse Pannella aveva fiutato il pericolo che quella donna incarnava. Infatti sarebbe stata lei a convincere il marito che non doveva più lavorare per il Partito radicale, a farlo riaccostare alla confessione dopo 30 anni, a riportarlo a messa tutte le domeniche. «Al nostro matrimonio religioso non venne nessuno degli amici con i quali avevo condiviso un ventennio di vita, a parte l'ex segretario Sergio Stanzani, che si presentò all'aperitivo e solo per un quarto d'ora».
Avrà temuto le ire del capo. «Sergio era succube di Pannella. Quando nel 1995 fu deciso che gli esponenti radicali dovevano denudarsi pubblicamente al teatro Flaiano di Roma, era terrorizzato: "Se non lo faccio, Marco non mi candiderà alle prossime elezioni". Gli consigliai di andarsene in vacanza per evitare il ricatto. Ma il richiamo manipolativo del capo era troppo forte. Che tristezza vedere un uomo di 72 anni nudo in palcoscenico contro la sua volontà, con le mani sul pene, rannicchiato dietro un albero stilizzato. Se ci pensa bene, il corpo è al centro di tutta l'ideologia pannelliana, che vuole decidere come disporne e decretarne la morte, come garantirne la trasformazione nel corso della vita per assecondare le più disparate identità sessuali, come abusarne con sostanze che lo devastano. In una parola, non rispettarlo, consumarlo». I digiuni estremi bene non fanno. «Estremi ma furbi. Il suo medico di fiducia mi svelò che quando Pannella decise di bere la propria urina davanti alle telecamere del Tg2, la sera prima la fece bollire e conservare in frigo per attenuarne il sapore».
In compenso nel 2002 persino il presidente della Repubblica si preoccupò delle condizioni di salute del guru e chiamò in diretta Buona domenica per indurlo a sospendere lo sciopero della sete. «Povero Carlo Azeglio Ciampi! Conservo il nastro di una riunione di partito – c'era questa mania di far registrare tutto, degna del Kgb – in cui Pannella gli dà della testa di cazzo. Un déjà vu. Marco è stato il grande elettore di Oscar Luigi Scalfaro al Quirinale, salvo definirlo "don Rodrigo, eversore e fuorilegge" quattro anni dopo, invitandolo a "fare un passo indietro, fino al limite della galera"». Se è per quello, costrinse con accuse false il povero Giovanni Leone alle dimissioni e poi andò a chiedergli scusa poco prima che morisse. «Ora coccola Giorgio Napolitano e ne loda "la davvero straordinaria, quotidiana, pubblica, sapiente opera e fatica". Però negli ultimi giorni ha cambiato musica. Siccome, stando a Italia Oggi, il mio libro avrebbe stoppato la campagna per la sua nomina a senatore a vita, si lamenta a Radio Radicale perché il capo dello Stato non è un liberale, è un ex comunista di cultura togliattiana. Lui fa sempre così: quando vuole ottenere qualcosa, minaccia».
Pannella è iscritto alla massoneria?«Non penso. Però mantiene con essa rapporti strettissimi. Del resto Giorgio Gaber nel monologo L'abitudine diceva: "Io, se fossi Licio Gelli, mi presenterei nelle liste del Partito Radicale". Il capo della P2 fu sul punto d'essere candidato dal Pr come una qualsiasi Cicciolina. A questo scopo suo figlio Maurizio ebbe una serie d'incontri con Pannella in un albergo romano di via Veneto. Posso testimoniare che Gelli junior è stato un grande finanziatore del partito». Che altro può testimoniare?«Che Radio Radicale ripianava i debiti della Lista Pannella col denaro ricevuto dallo Stato. Non poteva farlo, era contro la legge. Con una convenzione ad hoc e senza gara d'appalto, Radio Radicale dal 1998 incassa 10 milioni di euro l'anno per mandare in onda le sedute parlamentari che potrebbero essere trasmesse gratis dalla Rai. In più la legge sull'editoria le garantisce altri 4, 3 milioni di euro in quanto organo della Lista Pannella, che peraltro non ha eletti in Parlamento.
Ho denunciato tutto questo allo stesso procuratore della Repubblica che mi ha rinviato a giudizio. A tutt'oggi non mi è stata neppure comunicata l'archiviazione dell'esposto. Come se non l'avessi mai presentato». Perché i radicali erano indebitati?«Pannella spende patrimoni per le sue carnevalate. La sola campagna Emma for president del 1999 per candidare la Bonino al Quirinale ci costò 1, 5 miliardi di lire. All'annuncio che Marco voleva la sua cocca sul Colle, lei svenne o fece finta di svenire, non s'è mai capito bene, durante una riunione notturna in un albergo di Monastier, nel Veneto. Ha sperperato un mare di quattrini nel disegno megalomane e fallimentare del Partito Transnazionale, che aveva 20 sedi nel mondo, da Baku, nell'Azerbaigian, a New York, dove mi spedì a lavorare per sei mesi. Fu lì che vidi i solidissimi rapporti esistenti fra la Bonino, frequentatrice con Mario Monti del Gruppo Bilderberg, e lo spregiudicato finanziere George Soros, il quale nel 1999 prestò un miliardo di lire ai radicali. E fu lì che lessi il fax inviato da Pannella alla stessa Bonino quando la fece nominare commissaria europea nel 1994: "Cara principessa, ora tutti s'inchineranno ai tuoi piedi"».
Oltre che spendaccione, che tipo è Pannella?«Un pusillanime. Nell'ultimo colloquio che abbiamo avuto, teneva gli occhi bassi. Riaffermando la mia fede cristiana, riconquistavo la libertà, e questo gli metteva paura. Pur sapendo quale vendetta mi attendeva, ho provato molta pena per lui. Qualche tempo dopo Lydia lo ha incontrato per strada nei pressi di via del Tritone. Pannella le ha voltato le spalle fingendo di guardare le vetrine d'un negozio di strumenti d'acconciatura per donna. E dire che allora non portava la fluente coda di capelli bianchi che oggi tiene annodata lungo la schiena. Non ha avuto il coraggio di girarsi neppure quando mia moglie ha recitato ad alta voce, perché lui sentisse, il Padre nostro e l'Ave Maria».
Solo pusillanime?«Intelligente. Grande manipolatore. Ha attraversato 50 anni di politica italiana stando sempre nel ventre caldo della vacca, la partitocrazia, fingendo d'esserne fuori e di combatterla. La sede vera del Partito radicale è casa sua, in via della Panetteria, vicino alla Fontana di Trevi, frequentata assiduamente dai tre o quattro uomini che ha amato nel corso della sua vita. L'approvazione e l'esaltazione dell'omosessualità e della bisessualità non solo è connaturata al mondo radicale, ma rappresenta lo strumento attraverso il quale si formano le carriere politiche». Eppure cita in continuazione le Sacre Scritture. «E che cosa sa fare il diavolo, se non cercare malamente d'imitare Dio? Da anni usa una sua foto, scattata durante un incontro con Papa Wojtyla al quale partecipavano il dc Flaminio Piccoli e molti altri parlamentari, per vantarsi d'aver avuto un filo diretto con Giovanni Paolo II. Sostiene persino che il Pontefice ascoltava le sue concioni a Teleroma 56. Mi dispiace che Giovanni Maria Vian, direttore dell'Osservatore Romano, sia andato a farsi intervistare da Radio Radicale per confermare quest'amicizia inesistente. Fa il paio con la stoltezza di don Gianni Baget Bozzo, pace all'anima sua, che lo venerava e diceva di lui: "Pannella in realtà è una figura interna alla cristianità italiana, non è un politico: è un profeta"».
Lei sta demolendo la persona alla quale ha consacrato metà della sua vita. «Lo so, e mi considero per questo un grande peccatore, che ha alimentato l'opera di devastazione che Pannella ha compiuto sull'identità cristiana di questo Paese. Ha confuso la libertà col desiderio. Ha portato l'Italia a non distinguere più il bene dal male. Ha distrutto milioni di vite umane con l'ideologia abortista. Per questa ragione combatte la Chiesa. Nella sua intelligenza luciferina, sa che gli sopravviverà». Questo è sicuro. «Prigioniero di un delirio d'onnipotenza, a 82 anni sta evitando i conti con una categoria che non gli appartiene: la morte. Dovrebbe pregare, come fa mio figlio che di anni ne ha appena 7».
Fonte: BastaBugie n.258 del 17 agosto 2012
L’INCONTRO CON CRISTO di Pietro Sarubbi
Attore che ha interpretato nel 2004 il ruolo di Barabba nel film La Passione di Cristo di Mel Gibson: proprio durante le riprese si converte grazie allo sguardo di di Jim Cavizel che interpretava Gesùhttps://youtu.be/YurBxytmohw?feature=sharedConferenza n.116 del 8...
LA BATTAGLIA di Silvana De Mari
Il compito degli uomini non è quello di ''capire'' le donne, ma di proteggerle e dargli sicurezzahttps://youtu.be/fECDkGmuY-w?feature=sharedConferenza n.93 del 15 settembre 2018MASCHIO E FEMMINA LI CREO' Assegnato alla scrittrice il premio Viva Maria per il suo...
CRISTO E' LA VERITA' di Antonio Socci
Include la consegna del premio ''Viva Maria!''https://youtu.be/jx0NXJ9nRlk?feature=sharedConferenza n.55 del 15 settembre 2012LA DIFESA DELLA VERITA' OGGETTIVA Relativismo e fondamentalismo impongono le loro ''verità'' soggettive Il Giorno del Timone della Toscana è...
TESTIMONIANZA di Claudia Koll
Motivazione del premio Viva Maria 2009: a Claudia Koll, attrice cinematografica e teatrale, perché come i Viva Maria dell’insorgenza toscana, con la parola e con le opere, offre generosa testimonianza del lavoro da fare per la gloria di Dio e per la salvezza delle...
LA VERA CAUSA DELLA CRISI di Ettore Gotti Tedeschi
L'Europa senza figli non ha futurohttps://youtu.be/Wvj8lzcbE6I?feature=sharedConferenza n.64 del 14 marzo 2014FARE FIGLI E' L'UNICO MODO PER FAR RIPRENDERE L'ECONOMIA Per essere equilibrato l'uomo ha bisogno di:1) nutrimento materiale, per far sopravvivere il corpo;2)...
APOLOGETICA di Vittorio Messori
Include la consegna del premio ''Viva Maria!''https://youtu.be/H9KoXTF3KX0?feature=sharedConferenza n.50 del 17 settembre 2011AMARE MARIA E LA CHIESA Anche se ai peccatori più incalliti Gesù chiuderà la porta in faccia, ci sarà Maria pronta a farli entrare dalla...
VIVERE LA SLA CON IRONIA di Alessandro Giunti
O Gesù m'abbandono in Te, pensaci tu!https://youtu.be/un8deLqbhTo?feature=sharedConferenza n.106 del 30 luglio 2021 TESTIMONIANZA DI UN PADRE ALLE PRESE CON LA MALATTIA Gli strumenti a disposizione per prepararsi ad una morte da cristiani sono la fede, l'amore e...
100° CONFERENZA di Gianpaolo Barra
20 anni di battaglia del Timonehttps://youtu.be/KoGqX5bvLUE?feature=sharedConferenza n.100 del 25 ottobre 2019CONFERENZA N° 100 Un enorme traguardo che non poteva che essere festeggiato assieme a Giampaolo Barra Venerdì 25 ottobre si è svolta a Staggia Senese...
ISLAM E CRISTIANESIMO di Magdi Allam
Le apparizioni di Guadalupe rafforzano la nostra fede e confondono agnostici ed ateihttps://youtu.be/zMrREf4JJH8?feature=sharedConferenza n.40 del 13 maggio 2010LA MIA CONVERSIONE ALL'UNICA VERA RELIGIONE Resoconto della testimonianza del vice-direttore del Corriere...
CATTOLICI E INTERNET di Riccardo Cascioli
Il sito della Bussola ha avuto il merito di combattere battaglie che nessuno ha avuto il coraggio di combatterehttps://youtu.be/zT2AyJ4aBnA?feature=sharedConferenza n.67 del 20 settembre 2014I CATTOLICI E LA SFIDA DI INTERNET La nuova Bussola Quotidiana riceve il...








