INCONTRI CON DON STEFANO

Incontri in tutta Italia per genitori interessati a homeschooling o scuole parentali (con possibilità di fare domande)

 

INCONTRI PASSATI
Umbria, Terni, 16 settembre 2022
Marche, Osimo (AN), 25 settembre 2022
Veneto, Bassano del Grappa (VI), 25 novembre 2022
Toscana, Arezzo, 15 gennaio 2023
Veneto (*), Lonigo (VI), 29 aprile 2023
Campania (*), Napoli, 06 maggio 2023
Lazio (*), Vitorchiano (VT), 17 giugno e 15 agosto 2023
Umbria, Terni e Bastia Umbra (PG), 20/21 novembre 2023
Veneto (*), Lonigo (VI), 23 Marzo 2024
Lombardia (*), Vanzaghello (MI), 21 aprile 2024
Sicilia (*), Modica (RG), 25/26 maggio 2024
Lazio, Montefiascone (VT), 4 marzo 2024
Emilia-Romagna (*), Bologna, 1° giugno 2024
Veneto (*), Schio (VI), 14 Settembre 2024
Lazio (*), Grottaferrata (RM), 5 ottobre 2024
Piemonte (*), Torino, 9 novembre 2024
Lombardia (*), Vanzaghello (MI), 30 novembre 2024
Toscana (*), Staggia Senese (SI), 8 febbraio 2025
Liguria (*), Ventimiglia, 20 settembre 2025
Toscana, Staggia Senese (SI), 30 novembre 2025

(*) in collaborazione con l'Osservatorio internazionale di Dottrina Sociale della Chiesa card. Van Thuan e il Coordinamento nazionale per la Vera scuola cattolica (clicca qui).

 

IL MANIFESTO DELLA VERA SCUOLA CATTOLICA

La scuola parentale "Gesù Maestro" di Staggia Senese aderisce al Manifesto dell'Osservatorio cardinale "Van Thuân" sulla Dottrina sociale della Chiesa

La Scuola Cattolica esprime l'attività educativa pubblica di ordine naturale e soprannaturale della Religione cattolica.
L'educazione cattolica nella Scuola cattolica è dovere/diritto fondativo e originario della Chiesa cattolica, è dovere/diritto originario non fondativo dei genitori ed è compito derivato, sussidiario e ordinato al bene comune della comunità politica.
La Chiesa ha un dovere/diritto fondativo e originario in quanto chiamata per essenza e per missione ad annunciare la salvezza di Cristo a tutti gli uomini, assumendo, confermando, e purificando la dimensione naturale della loro vita. La Chiesa ha un ruolo pubblico "sopra-eminente" nel campo educativo e non semplicemente di supplenza o di complemento.
La Chiesa tramite l'educazione cattolica e la Scuola cattolica genera cultura e produce civiltà, essendo che la verità di Cristo illumina tutti i diversi ambiti della cultura e della civiltà, inducendoli ad essere fino in fondo se stessi nella loro legittima autonomia, ciò che avviene non in un regime di laicità ma solo nel rapporto strutturato di dipendenza della ragione rispetto alla fede nella rivelazione.
L'educazione cattolica nella Scuola cattolica assume le discipline da insegnare secondo la loro naturale struttura epistemica (contenutistica e metodologica) e dentro un quadro organico del sapere nel quale alcune discipline hanno carattere architettonico in quanto capaci di auto-fondarsi – la Metafisica dell'essere sul piano naturale e la Sacra dottrina su quello soprannaturale – mentre altre hanno una autonomia in dipendenza da principi di altre scienze. La Scuola cattolica educa quindi alla Sapienza, da intendersi come la capacità di conferire unità di senso alla vita secondo i principi primi e in vista dei fini ultimi.
Il naturalismo educativo e il personalismo educativo sono posizioni incongrue e riduttive in quanto ammettono una autonomia non più legittima dell'educazione naturale rispetto alla dimensione soprannaturale e della ragione rispetto alla rivelazione. Esse sono l'inizio della secolarizzazione dell'educazione che produce effetti via via più radicali, accentuando progressivamente l'esodo della educazione dai propri presupposti religiosi dapprima e naturali ed etici in seguito.
I genitori hanno un ruolo originario in quanto dettato dalla natura, essendo l'educazione una continuazione della procreazione. Non hanno tuttavia un diritto assoluto, in quanto per natura hanno prima di tutto un dovere, il dovere di educare i figli al bene, alla verità, alla giustizia, alla bellezza, all'ordine secondo le finalità naturali e soprannaturali della loro persona e secondo l'ordine e la legge naturale e divina.
La comunità politica ha un dovere educativo in quanto responsabile del bene comune ma non fondativo né originario, né diretto bensì derivato. La comunità politica deve esercitarlo non direttamente e in assoluto ma in ordine al bene comune, quindi all'ordine finalistico naturale e divino della società, assumendo compiti indiretti e sussidiari tendenti a garantire le condizioni perché i soggetti fondativi e originari – Chiesa e genitori – possano svolgere la propria azione educativa.
Lo Stato moderno e contemporaneo deforma i legittimi compiti educativi della comunità politica, accentrando in sé il compito educativo ed esautorando sia la Chiesa, mediante una erronea concezione della laicità dell'educazione, sia i genitori, dato che il fondamento naturale del dovere educativo di questi ultimi viene perduto senza il sostegno della dimensione religiosa della religio vera.
Lo statalismo educativo non è solo profondamente sbagliato dal punto di vista di "chi" deve educare, lo è anche per quanto riguarda "cosa" educare. Dato il suo accentramento e la sua visione assoluta di sé, lo Stato finisce per imporre i propri contenuti educativi, plasmando le anime di alunni e studenti secondo i propri principi e insegnando i contenuti di una "religione civile" artificiosa e strumentale. Questo totalitarismo educativo è espresso non solo dai regimi autoritari ma anche dalle democrazie liberali. Esso consiste in un sistema diseducativo, ideologico e ateo.
Oggi lo Stato è diventato strumentale rispetto a poteri globali e recepisce nella propria "religione civile", insegnata sistematicamente nel sistema educativo pubblico, le esigenze operative di centri di interesse sovra-statali. All'ideologia diseducativa statalista si aggiunge ora l'ideologia diseducativa globalista.
La Chiesa cattolica in genere oggi considera il proprio compito educativo pubblico non come qualcosa di essenziale per sé, accettando la primaria titolarità dello Stato in questo campo e intendendo la propria azione o come una azione di supplenza, quando il presunto legittimo titolare dell'educazione sia nella impossibilità di esercitarla, oppure come una attività di animazione sociale indirizzata a generici valori umanistici di solidarietà e fraternità. Di fatto essa nega di avere un ruolo educativo pubblico "sopra-eminente" in quanto Chiesa ed accetta la laicità educativa che è destinata a diventare laicismo educativo. Questa posizione della Chiesa è evidente in tre ambiti:
a) la presenza di insegnanti cattolici nella scuola di Stato è intesa come funzionale agli obiettivi educativi dello Stato, compreso l'Insegnamento della Religione Cattolica;
b) la scuola paritaria cattolica è interna al sistema pubblico integrato e quindi dipende normativamente e finalisticamente dalle indicazioni dello Stato;
c) la scuola parentale cattolica viene solitamente contrastata dalle istituzioni ecclesiastiche.
Le esigenze dell'Educazione cattolica e della Scuola cattolica richiedono di uscire dallo Stato e anche dalle realtà ecclesiastiche istituzionali laddove esse condividano e collaborino al sistema diseducativo statalistico e globalista. Ciò è possibile a tutti e tre i livelli della presenza di insegnanti cattolici nella scuola statale, della scuola cattolica paritaria e della scuola parentale cattolica a cui assimiliamo l'homeschooling. È altresì evidente che le limitazioni e le costrizioni sono maggiori nel primo caso e poi via via minori negli altri due. Questo dice che oggi la scuola parentale cattolica, pur con le sue difficoltà, è la via principale da battere per garantire all'educazione cattolica la coerenza. La scuola parentale cattolica deve però evitare due errori di impostazione. Il primo è di dimenticare la propria natura di educazione "pubblica", ovvero tesa al conseguimento del vero bene comune, finendo per privatizzarsi in qualche modo. Il secondo è di compiacersi della propria "eroica esistenza autonoma" quando invece la scuola libera cattolica deve intendersi come via "dal basso" affinché la Chiesa si riappropri della consapevolezza del proprio dovere sopra-eminente di svolgere un ruolo educativo pubblico.
Siamo consapevoli che in questa fase storica ed ecclesiale bisogna partire dal basso.

Per aderire al manifesto, clicca qui!

LA VOCAZIONE DELLA MAESTRA

Cari genitori, grazie per avermi scelta!

Cari genitori,
mi chiamo Samantha e sono una delle maestre che sono state scelte per Staggia Senese: io mi occuperò a settembre 2015 della prima elementare.

UNA MAESTRA SCELTA
Sì, avete letto bene: "scelta". Questo perché il gruppo di genitori che ha fortemente voluto questa associazione ha potuto anche scegliere chi si sarebbe occupato, insieme a loro, dell'educazione dei figli.
Alleanza Parentale, infatti, non è solo una associazione aperta ai genitori, ma anzi è fatta da loro che sono i veri e primari responsabili dell'educazione dei figli.

STIMOLARE, VALORIZZARE, PROPORRE, INSEGNARE
Io come maestra desidero parlarvi di quelli che saranno i nostri obiettivi, per ora generali, perché la programmazione vera e propria verrà dopo, cucita su misura per i bambini che avremo davanti, ma i valori e i principi che ci muoveranno ci sono già.
Tutta la nostra azione educativa sarà rivolta a:
– stimolare la naturale curiosità di ogni bambino, insegnando attraverso il gioco e il divertimento;
– valorizzare l'individualità e personalizzare lo stile di insegnamento su ciascun bambino, che ha i propri bisogni e le proprie peculiarità e capacità da stimolare;
– far nascere l'amore alla lettura, come base dell'apprendimento;
– proporre il bene, il vero, il bello;
– insegnare attraverso l'esperienza e l'osservazione;
– creare un luogo sicuro e accogliente, dove il bambino si senta amato, e dove l'apprendimento sia una continua avventura da affrontare con lo "zaino leggero".

OGNI BAMBINO E' PREZIOSO
Una maestra unica seguirà un massimo di dieci bambini, ci sarà una grande attenzione per ogni singolo alunno, che sarà supportato nelle sue eventuali difficoltà, ma anche spronato e appoggiato nelle sue capacità e nelle sue naturali attitudini.
Il bambino troverà uno spazio dove la sua voce sarà sempre ascoltata; dove l'amore per i libri e la lettura verrà trasmesso come una naturale attività piacevole e ricreativa; dove si potrà imparare non solo seduti al banco, ma anche nel meraviglioso mondo che ci circonda; dove i compiti non saranno una sofferenza, ma un modo piacevole di dire "Guarda come sono bravo!".
"Zaino leggero" vuol dire che studieremo soprattutto la mattina, lasciando agli studenti la possibilità di approfondire le materie che preferiscono ed anche di poter liberamente giocare o leggere. Siamo convinti che il lavoro mattutino sia sufficiente per raggiungere tutti i nostri obiettivi formativi.

UNA CAMPANA DI VETRO? NO, ANZI, BAMBINI PIU' SOCIEVOLI
Una delle obiezioni che più volte mi hanno fatto i genitori quando ho presentato Alleanza Parentale è: "Il progetto è bello, mio figlio sarà veramente seguito amorevolmente, ma ho paura che poi sia come in una campana di vetro per cui la troppa protezione causerà in lui problemi di socializzazione quando si troverà da ragazzo a dover affrontare il mondo esterno".
In realtà i genitori che hanno scelto l'istruzione parentale mi hanno più volte testimoniato che i loro figli sono in realtà più socievoli degli altri. Si sentono più sicuri vista la cura affettiva ed educativa della maestra e quindi quando da "grandi" si trovano ad affrontare nuove amicizie sono più sereni e tranquilli rispetto agli altri. Questi ultimi sono ragazzi più insicuri di sé, meno desiderosi di affrontare relazioni profonde e, in definitiva, meno socievoli.
Il motivo di questo fenomeno è che l'istruzione parentale offre più amore, più attenzione educativa e più cura del singolo bambino. Queste caratteristiche le permettono di formare gli uomini e le donne di domani più pronti ad affrontare i rapporti con gli altri e le sfide della vita.

MAESTRA UNICA, MA MAI SOLA
Ultima cosa importante da sottolineare è che la maestra sarà "unica", ma mai "sola" perché supportata da una squadra di altri insegnanti, genitori e professionisti, pronti a dare un aiuto concreto per fare tutti insieme un insegnamento di qualità, formativo e culturalmente forte.
Ringraziando per la vostra gentile attenzione vi saluto cordialmente,

Samantha
Maestra di 1° elementare
Fonte: BastaBugie n.386 del 28 gennaio 2015

CATTIVI MAESTRI (3): DON MILANI

Il parroco della Barbiana ha contribuito alla devastazione della scuola italiana (che non premia i meriti, toglie autorevolezza al docente, non prepara alla vita, non educa, anzi devasta i ragazzi)

È cominciato in anticipo e in modo imbarazzante il ricordo di don Lorenzo Milani, il mistico parroco della Barbiana, a cinquant'anni dalla sua morte. È cominciato sull'onda di un libro assai controverso di Walter Siti, Bruciare tutto, dedicato a don Milani. È un libro che racconta la storia di un prete pedofilo. […]
Non è di questo però che vorrei parlarvi, perché non amo i processi alle intenzioni, sortiti da mezze frasi; preferisco giudicare un uomo dall'intera sua personalità, vita e attività e non per un suo pur inquietante risvolto, che peraltro stride troppo con la testimonianza di chi lo ha conosciuto e amato.

UNA NOCIVA UTOPIA
Di don Milani ho il rispetto che si deve agli idealisti in buona fede; ma insieme nutro la diffidenza che si deve al loro devastante idealismo, alla loro generosa e nociva utopia. Si, perché furono negativi gli effetti delle sue buone intenzioni in termini di educazione, scuola e morale.
Altri idealisti in buona fede contribuirono in quegli anni a gettare le basi del nostro presente (gettare le basi qui sta per gettarle davvero, sostituendole col nulla); ad esempio l'anti-psichiatra Basaglia che animato dal benevolo furore di liberare i pazzi dai manicomi e dalla follìa che riteneva frutto dei muri ospedalieri, mise i pazzi in mezzo alla strada, gettando nella disperazione loro e i loro famigliari. [leggi: LA CHIUSURA DEI MANICOMI E I DANNI DELL'IDEOLOGIA DELL'ANTI-PSICHIATRIA, clicca qui, N.d.BB]
O Pannella, che ingaggiò con la sua pattuglia radicale tante battaglie animate da fervore ideale, che produssero una società più bastarda ed egoista, permissiva e mortifera, in forma di aborto, droga e suicidi, più contorno di trans e omo.
Tutti idealisti, persone di qualità, in buona fede, convinte di liberare l'umanità e migliorarla. Tra loro spicca don Milani. Che per giunta era prete, praticava la carità, si dedicava ai ragazzi con tutto il cuore, agiva nella Firenze dei La Pira, don Balducci e don Turoldo, ed è morto pure giovane. Lasciando a noi posteri i danni effettivi della sua amorosa utopia.

IL CONTRIBUITO ALLA DEVASTAZIONE DELLA SCUOLA ITALIANA
Don Milani sognava una scuola non dei ricchi ma di tutti, con il professore uguale ai suoi alunni, dialogante, senza bocciature e senza autorità, perché "l'obbedienza non è una virtù". Nobili intenzioni, ma spostiamoci sugli effetti.
La scuola di oggi che onora don Milani e non certo il modello della scuola di Gentile, fa assai più schifo della scuola di allora; la scuola che non premia i meriti e le capacità, che non seleziona e non è fondata sull'autorevolezza del docente, prepara sempre meno alla vita, non educa, non migliora i ragazzi e non suscita spirito di missione nei docenti; non produce alunni più liberi ed uguali ma più bulli e prepotenti.
È una scuola che non ha ridotto le distanze tra ricchi e poveri ma le ha ingigantite; perché allora gran parte dei benestanti mandavano i loro figli nelle scuole pubbliche; ora invece li mandano alle private. La selezione non era classista ma il contrario, perché faceva risaltare le capacità personali, il valore, rispetto alla provenienza e all'appartenenza.
Se togli i meriti resta il censo, resta quel che ti dà la famiglia. Al mio liceo il preside era figlio di contadini e da ragazzo faceva il contadino pure lui; e il professore di lettere era figlio di trovatelli. Grazie alla loro tenacia e alla loro capacità, si erano fatti strada; il latino per loro non era una forma di oppressione di classe, come sostenevano gli allievi di don Milani, ma un mezzo per emanciparsi, persino un mezzo di rivalsa rispetto ai ricchi, pigri, incolti e viziati, i signorini insoddisfatti o i leopardiani annoiati – le due definizioni sono di Ortega y Gasset e Antonio Labriola – che non erano abituati alla fatica perché avevano una rendita di posizione.
La selezione dei più bravi aveva permesso il loro riscatto, la loro affermazione. I seguaci di don Milani chiesero di abolire i grembiuli, ritenuti strumenti di oppressione e di irreggimentazione; e così sono risaltate le differenze di classe tra i figli griffati della classe agiata e i poveracci di borgata.

LA FINE DELLA MERITOCRAZIA
La conoscenza della lingua italiana era un modo per uscire dalla loro origine umile e contadina e integrarsi. La valorizzazione del dialetto e del gergo quotidiano, che voleva don Milani, invece li restituisce alla loro condizione di partenza e al turpiloquio delle periferie degradate. Se ha prodotto un livellamento è stato verso il basso, nel senso che anche i figli di papà hanno cominciato a usare il turpiloquio sgangherato della tv e delle borgate.
La fine delle bocciature ha coinciso con la fine della meritocrazia, così si va avanti più di ieri per affiliazione, se si è figli o protetti dai potenti. La fine della leva obbligatoria, come sognava don Milani, ha prodotto la fine di uno dei pochi luoghi di socializzazione in cui i terroni convivevano coi polentoni, i ricchi con i poveri, ed ha eliminato pure gli obiettori di coscienza che servivano proprio ai preti per aiutare i malati, gli invalidi e gli anziani.
E il professore che un tempo godeva di prestigio e autorevolezza, è stato ridotto al rango di un poveraccio, a metà tra l'animatore di villaggio e la colf, o nel migliore dei casi l'istruttore di palestra e scuola guida. E' sceso nella scala sociale, fino a costituire un antimodello, ciò che i ragazzi non vogliono diventare. E tutto questo mentre il prof. per due terzi è femmina.
Insomma la brutta scuola d'oggi è figlia dei begli ideali di ieri. Lo dico anche all'amico Franco Cardini che elogia sempre don Milani. Franco, avevi ragione da ragazzo, quando a Firenze preferisti a don Lorenzo Attilio Mordini, cattolico della tradizione, morto anche lui a 43 anni, l'anno prima di don Milani. Mordini capì che la scuola senza educazione, tradizione e meritocrazia non ha più un ruolo e a farne le spese sono più i poveri che i benestanti.
Vorrei che don Milani fosse riconosciuto per la sua forte personalità e la sua grande idealità ma fosse riconosciuto come un cattivo maestro. A giudicare dai frutti, non dalle intenzioni.
Non un maestro cattivo, ma un cattivo maestro.

Marcello Veneziani
Fonte: Il Tempo, 23/04/2017

CATTIVI MAESTRI (2): RUDOLF STEINER

I medici e gli insegnanti che si ispirano al pensiero steineriano sono molto pericolosi (inoltre la società antroposofica di Steiner propaganda eresie)

La cosiddetta medicina antroposofica è stata fondata da Rudolf Steiner e dalla dottoressa olandese Ita Wegman: costei, nata in Indonesia, primogenita di una famiglia coloniale olandese, ben presto si affermò professionalmente a livello internazionale per le proprie capacità; invitata nel 1923 dallo stesso Steiner ad entrare nel Consiglio esecutivo della Società Antroposofica, nel 1936 ne venne espulsa, assieme ad un buon numero di sostenitori, proseguendo indisturbata la propria carriera medica, soprattutto in Inghilterra e nei Paesi Bassi.
In ogni caso, furono Steiner e Wegman a porre le basi della medicina antroposofica col libro dal titolo Elementi fondamentali per un ampliamento dell'arte medica secondo le conoscenze della Scienza Spirituale. E questo non è che uno soltanto degli ambiti influenzati dal pensiero antroposofico, entrato anche nella sfera pedagogica con le scuole Waldorf, presenti numerose anche in Italia, nella sfera agricola con la biodinamica, nella sfera finanziaria con la Triodos Bank e nella sfera religiosa con la «Comunità dei Cristiani», che in realtà di cristiano ha ben poco: voluta da un gruppo di protestanti tedeschi e svizzeri, con Steiner nel ruolo di ispiratore e, di fatto, di co-fondatore, la «Comunità dei Cristiani» ai propri aderenti propone la reincarnazione e trasforma la celebrazione dell'Eucarestia in quello che chiamano «Atto di Consacrazione dell'Uomo», atto tutto impregnato di antroposofia: esso "riattiverebbe" nei fedeli il potere di Cristo, che "consacrerebbe" così la natura umana. Come si può capire, tutt'altro rispetto al sacrificio eucaristico, di cui richiama al massimo la parvenza, la cornice, tradendo tuttavia totalmente la sostanza e snaturandone il cuore.

IL PENSIERO STEINERIANO È PERICOLOSO
Ma perché il pensiero steineriano è tanto pericoloso? Esponente autorevole della Società Teosofica, Steiner nel 1906 fondò a Berlino un Capitolo ed un Gran Consiglio del Rito Riunificato di Memphis-Misraïm, inaugurando così la propria militanza massonica. La sua loggia venne denominata «Mystica Æterna», divenne Gran Maestro deputato, inaugurò altre logge in Germania, sinché non decise di staccarsi dalla propria obbedienza e di fondare qualcosa di nuovo, la «Massoneria esoterica». Dimessosi anche dalla Società Teosofica, seguito da 55 delle 65 logge che la costituivano, Steiner puntò tutto sulla sua Società Antroposofica, ormai indipendente. La sua attività si pose spesso strutturalmente in contrasto con la Chiesa cattolica: accusò i Concilii di Nicea e di Costantinopoli d'esser responsabili della decadenza spirituale dell'Occidente per aver rifiutato la reincarnazione e la tripartizione soma-psiche-nous. Non solo: nella letteratura antroposofica, ci si sofferma su figure, definite «spirituali» e "necessarie" nel piano cosmico quali Lucifero e Arimane, che, nello zoroastrismo, rappresenta lo spirito malvagio e distruttore, posto a capo di una schiera di demoni. Steiner, inoltre, individua due Gesù: un Gesù «Salomone» ed un Gesù «Nathan», diversi eppure misteriosamente fusi in uno solo al momento della disputa coi dottori del tempio e del Battesimo nel fiume Giordano. Quest'unico Gesù sarebbe stato così evoluto da poter ricevere in sé il Cristo, che, al momento della crocifissione, avrebbe lasciato il suo corpo e sarebbe divenuto lo spirito della Terra, nonché il corpo fisico ed eterico degli uomini. Da questo momento in poi Arimane sarebbe stato rinchiuso all'inferno e gli uomini più evoluti avrebbero potuto superare l'epoca della Terra e passare agli stadi successivi di Giove, Venere e Vulcano. È evidente come qui ci si trovi dichiaratamente in presenza di un'autentica eresia rispetto alla dottrina cattolica.

UNA VISIONE PEDAGOGICA DEVASTANTE
Da far notare, dunque, l'importanza di conoscere il pensiero di questo personaggio, pensiero che influenza anche la sua visione pedagogica con i dodici sensi posti astrologicamente in relazione ai dodici segni dello zodiaco, e quella medica, fortemente condizionata da metempsicosi, chakras o centri energetici, nessi karmici e mondo animico: i pazienti affidatisi ai "terapeuti" antroposofici sono stati spesso convinti a smettere o rinviare le cure loro suggerite dai medici, quelli veri. In ogni uomo convivrebbero una natura fisica, una eterica, una astrale e l'Io. Al momento del decesso, l'individuo abbandonerebbe la natura fisica, ma resterebbe per qualche giorno in possesso di quella eterica, che successivamente verrebbe a sua volta deposta, per vivere un periodo di purificazione nel mondo animico sino alla separazione dalla natura astrale. Resterebbe a quel punto l'Io quale «seme», che, dopo un periodo oscillante tra i 500 ed i mille anni, riceverebbe un nuovo corpo astrale ed eterico, sceglierebbe i propri genitori, vedrebbe rappresentata la vita futura ed, alla fine, si reincarnerebbe in un nuovo corpo. Concetti lontani anni-luce dai fondamenti del Cattolicesimo.

Mauro Faverzani
Fonte: Radio Roma Libera, 7 giugno 2021

CATTIVI MAESTRI (1): MONTESSORI

Maria Montessori nega il principio di autorità e il peccato originale e quindi basa il suo metodo educativo sulla spontaneità (il successo è dovuto al fatto che si adatta perfettamente a pacifismo, ambientalismo, gender, ecc.)

Nel 1910 aprì una Casa dei Bambini nel convento delle Francescane Missionarie di Maria, a Roma, entrando in sintonia con la superiora generale, madre Marie de la Rédemption. Qualche anno dopo, nel 1916, partecipando la notte di Natale alla Messa nella chiesa di Nostra Signora del Rosario di Pompei, a Barcellona, dove in quel periodo viveva, si commosse fino alle lacrime nell'ascolto di un canto natalizio. Questi due episodi, presenti nelle biografie di Maria Montessori (1870-1952), rimangono isolati.
Pur nata e cresciuta in una famiglia di credenti – i genitori erano cattolici liberali vicini agli ideali risorgimentali – il rapporto con il cristianesimo della celebre pedagogista fu in realtà occasionale e superficiale, mai si approfondì traducendosi in esperienza vissuta e non influì affatto sulla sua visione del mondo e sulle sue scelte, semmai condizionate da altri riferimenti ideologici e culturali, come il positivismo e la teosofia. Riconosceva sì l'importanza della dimensione spirituale nel processo di crescita dei più piccoli, ma per lei la divinità aveva caratteristiche cosmiche, pagane, nulla a che vedere con il Dio incarnato in Gesù Cristo e vivente nella Chiesa.
Peraltro, quel momento di commozione in una notte di Natale era forse solo la nostalgia di un'infanzia lontana, mentre la collaborazione con le Francescane romane non nasceva tanto da un'identica preoccupazione educativa quanto dal fatto che quelle religiose assistevano i bimbi rimasti orfani dopo il devastante terremoto di Messina del 1908: un'iniziativa umanitaria in cui la Montessori, attenta ai drammi sociali del suo tempo, si riconosceva. Per giunta, la citata superiora generale delle Francescane era vicina al modernismo, che in quegli anni minava la dottrina e i fondamenti della fede.

NEGAZIONE DEL PECCATO ORIGINALE
La stessa Maria Montessori subì l'influsso delle tesi moderniste allora in voga. Infatti manifestò apertamente la sua avversione all'idea di peccato originale. Come tanti intellettuali di ieri e di oggi, magari preparati e intelligenti ma presuntuosi, pure lei si sentì in dovere di dare lezioni al plurisecolare Magistero ecclesiale: così la nozione di peccato originale era a suo avviso incompatibile con la "purezza" che vedeva nei bambini. E neppure accettava che nel percorso educativo di un fanciullo esistesse un'autorità, che premia e punisce, identificandola a torto come espressione del potere di turno: dei genitori, dei docenti, dello Stato. Il bambino, con l'aiuto di opportuni e originali strumenti didattici da lei stessa inventati, va invece accompagnato a individuare in se stesso le qualità e le risorse che possiede, per farle emergere. L'insegnante resta nell'ombra, è solo uno strumento, un mezzo nel cammino alla scoperta di sé. Niente maestri di vita da seguire, niente contenuti di valore con cui confrontarsi. L'educazione non è più un incontro, né un rischio, ma un meccanismo da applicare sia pure in modo elastico, adattandosi alle caratteristiche di ciascun allievo: al più viene esaltata la creatività, senza alcun legame organico con la realtà tutta, senza la ricerca di un senso, di un significato da dare alle cose. Ovviamente il metodo Montessori non prevede alcuna "comunità educante", che unisca nel medesimo obiettivo scuola, famiglie e istituzioni, perché ciò che conta è puntare i riflettori sui singoli individui e potenziarli, quasi fossero prodotti da laboratorio. Siamo lontani anni luce dal capolavoro educativo di Don Bosco, il sistema preventivo basato su ragione, religione e amorevolezza, che punta ancor oggi a formare buoni cittadini e non dei geni senza un vero legame con il contesto sociale, creature di Dio e non individui privi di radici.
Maria Montessori è stata accusata di vicinanza al fascismo e di aver cercato l'appoggio di Mussolini, che in effetti inizialmente sostenne le sue scuole, tentando di condizionarle per farne uno strumento di propaganda del regime. Il tentativo fallì, e "la donna che rivoluzionò per sempre il mondo dell'educazione" fu costretta a lasciare l'Italia, dove tornò solo nel dopoguerra, pochi anni prima della morte, dopo aver girato mezzo mondo per far conoscere le sue idee e creare un movimento che le diffondesse. Innegabile il successo di questi tour da un Paese all'altro. E proprio in questi viaggi ebbe incontri importanti, come con il Mahatma Gandhi, che arricchirono il suo bagaglio ideologico, rendendolo ancor più complesso ed eterogeneo.

PACIFISMO, AMBIENTALISMO, GENDERISMO
Si può affermare che le sue intuizioni, la sua idea di scuola, di educazione, di formazione, di società, sono state profetiche, ma in negativo: hanno cioè in qualche modo precorso e per certi aspetti favorito lo spettacolo piuttosto desolante cui oggi assistiamo, dove imperano idoli che solo apparentemente sono a favore della persona umana. La Montessori credeva nell'educazione ambientale, ma questa oggi si è tramutata in un martellante integralismo ambientalista; sosteneva l'educazione alla pace, ma il risultato è un astratto pacifismo a senso unico, che ignora le vere dittature; credeva nell'educazione alla mondialità (con l'obiettivo di abolire tutti i confini), ma siamo ridotti a subire un globalismo totalitario che soffoca ogni identità. Insomma, una delusione, ben dissimulata da una narrazione agiografica e acritica che non ci aiuta a cogliere i limiti e le contraddizioni di una "maestra del sospetto", intenta a vanificare – con le sue idee e le sue opere – la struttura naturale della convivenza umana, a partire dalla figura e dal ruolo della donna. Al punto che gli attuali sostenitori, ad esempio, del divorzio e dell'aborto volontario, trovano facilmente in lei un punto di riferimento perché da protofemminista sosteneva la più totale libertà di scelta e di autodeterminazione, fuori da ogni schema precostituito e da ogni pregiudizio.
La novità è che ora è diventata anche l'idolo dei movimenti Lgbt, che combattono contro le cosiddette discriminazioni di genere. Perché? Perché il metodo Montessori non prevede percorsi differenziati maschio-femmina. Infatti gli ausili didattici sono neutri (niente bambole o soldatini); non ci sono in aula o nell'abbigliamento degli scolari colori che distinguono (il rosa e l'azzurro); non c'è competitività, con il rischio che prevalgano i maschi, perché non si dà peso a voti e giudizi; non c'è il timore di favorire comportamenti differenziati a seconda del sesso, perché l'impostazione prevalentemente pratica del metodo fa sì che tutti imparino ad esempio i lavori domestici.

Vincenzo Sansonetti
Fonte: La Nuova Bussola Quotidiana, 31/08/2020

LA FICTION DI PAOLA CORTELLESI SULLA MONTESSORI DIMENTICA DI DIRE CHE APPOGGIAVA L'EUGENETICA, LA MASSONERIA E L'ESOTERISMO
Sulla Montessori è stata fatta una fiction che, ovviamente, ha tralasciato tutte le ombre per esaltare le (supposte) luci. Ad esempio viene nascosto il fatto che la Montessori si era iscritta alla Società Teosofica della medium russa Helena Blavatsky che odiava il cristianesimo (sì, lo odiava proprio).
Per leggere la critica alla fiction e per approfondire cosa sia la teosofia (a cui aveva aderito la Montessori) e perché è all'origine dell'occultismo moderno, clicca sul seguente link.
http://www.bastabugie.it/it/articoli.php?id=5594